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diario 3/9/2008

Virgolettato di Berlusconi da Corriere.it:
«Grazie a Dio il mio amico Putin mi ha ascoltato. Altrimenti col cavolo che i carri armati russi si sarebbero fermati a quindici chilometri da Tbilisi. Abbiamo evitato un inutile bagno di sangue» E Kaladze  conferma...
Me pare quello del Bar che spara cazzate basta offrirgli un bianchetto, è che lui comanda...
Peggio la smentita del giornalista, oltretutto dlla sua parte politica (non sapevo che questa cosa detta non rientrasse nella versione ufficiale di Palazzo Chigi)

Credo Gesù stia piangendo davvero:
1) Famiglia Cristiana attacca SB il giorno X
2) Mentana a Matrix fa un servizio su quanto la chiesa ruba con l'8 per mille il giorno X+1
3) Il Giornale fa un servizio su famiglia cristiana che sfrutta i bambini poveri il giorno X+1
4) Il senato propone una legge che tagli del 75% i fondi a famiglia cristiana (e poco altro...) il giorno X+1
5) Il vaticano e l'opus dei criticano Famiglia Cristiana il giorno X+2
6) FC fa marcia indietro il giorno X+3
Ma Gesù l'ipocrisia non la condannava?

Nel frattempo una ragazza felice fino a quando ha potuto è da 16 anni in stato vegetativo e la sua volontà non è rispettata da uno stato laico asservito a logiche dogmatiche religiose.

Un pensiero dilce ad Eluana e di infinita solidarietà al padre. Le bottigliette le lasci perdere, sono solo le "classiche scene madri" italiane che poi verranno dimenticate.

Voglio emigrare davvero.

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permalink | inviato da giglic il 3/9/2008 alle 15:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Motivi:2

diario 2/9/2008

L’Italia non è un paese vecchio: è un NON paese, nel senso che l’appartenenza al paese (il sentirsi “italiano”) viene molto dopo, quando viene, il sentirsi “qualcosa di altro”. Il grande dispiacere che io provo (e che ho condiviso con l’ultimo Montanelli) è che migliorare l’Italia può essere fatto solo CONTRO gli italiani. Questo è il motivo perché chi di noi lavora all’estero viene considerato “apatrides” (scusate il francese, forse non è la scrittura esatta) da noi, come De Gaulle chiamava chi voleva fare l’Europa. Chi lavora fuori da questo disgraziato paese non è “classificabile” e per questo non considerato. Il particolare contro il generale… come da duemila anni a questa parte.

Le cause di tale comportamento sono molteplici, ma ritengo che la principale sia una: LA CHIESA CATTOLICA. Non voglio essere frainteso: qui non sto parlando di religione, né di credo specifico di ognuno di noi: sto parlando di un’istituzione che nel corso dei secoli ha avuto in appalto le coscienze di tutti pretendendo di essere il vigile e giudice insindacabile dei nostri comportamenti, fermo restando il perdono per tutto dietro opportuno pentimento. La coscienza di cittadini non esiste, in quanto è subordinata alla coscienza collettiva formata dal prete. Attenzione: non è detto che debbano necessariamente essere in disaccordo, infatti i dieci comandamenti sarebbero quasi tutti sottoscrivibili (tranne per quello della donna d’altri… :-)), ma sono imposti “dall’esterno” come delle regole, e non costruiti “dall’interno” come formazione della persona. Io non uccido perché NON E’ GIUSTO, indipendentemente dall’avere garanzia di impunità, e non perché c’è una punizione in un’altra dimensione di esistenza, evitabile con un pentimento (già… anche Pinochet è morto da Cristiano). Tanto più che sotto particolari spinte emotive la mia scelta (e quella di chiunque) sarebbe diversa, credo… quanto difendereste i vostri figli?

La forte influenza che tale gerarchia ancora ha all’interno dei confini della nostra nazione ne è la più chiara dimostrazione. Laddove le gerarchie religiose non sono così presenti (Francia, la Spagna degli ultimi trenta anni), lo spirito cittadino (nel senso che io do a questa parola, cioè di appartenente ad una comunità di persone il cui progresso civile e morale è il risultato dello sforzo di tutti) ha avuto il sopravvento. I paesi teocratici islamici non sono da questo punto di vista diversi qualitativamente, ma sono l’estremizzazione di tale comportamento. La grande illusione del comunismo, così come è stato interpretato in Italia, non è stato altro che la sostituzione di un’autorità non sindacabile con un’altra. il pianto di un mio caro amico davanti al mausoleo di Lenin, da me catarticamente sentito,  sono le lacrime che hanno chiuso un secolo di illusioni che qualcosa di diverso fosse possibile, e che ha trasformato tutti gli ideali in tragedie immani. Ma per gli italiani in generale (non parlo di casi singoli, ovviamente) fascismo e comunismo sono state due comode sponde che impedivano lo scomodo impegno di avere un’idea ed una coscienza propria, cui ormai non siamo più abituati.

Che fare? Già perché proprio questo è il punto. Abbiamo capito il tuo punto di vista, ma col nichilismo anticlericale non ci facciamo nulla. Sono d’accordo, e se vi dicessi che ho le idee chiare Vi direi una bugia,  posso quindi solo dire i miei pensieri, e condividerli con chi vuole:

Ricordiamoci che il secolo in cui stiamo è il XXI, e che vedere il mondo suddiviso nelle classi del XX non è solo sbagliato, è proprio stupido. In questo, i nostri figli sono già ALTRO da noi, nel senso che sono cresciuti fuori dalle contrapposizioni che abbiamo vissuto noi, magari con altro tipo di dilemmi, ma in un ambiente che non è il nostro. Avete idea del fatto che la prossima generazione, quella dei nostri figli, non pensa che si possa essere non raggiungibili?

Quello che possiamo solo fare secondo me è crescere i nostri figli con l’esempio. E l’esempio è quello di essere bravi cittadini, persone che non dicano, ad esempio, “è giusto non pagare le tasse perché sono troppo alte” o “mi scarico 10.000€ anche se non potrei, tanto lo fanno tutti”, perché è proprio questo il modello da NON seguire. Da questo punto di vista Berlusconi ed il berlusconismo non sono altro che la coscienza civica italiana portata alle sue logiche conseguenze. Se si ritiene “normale” avere un primo ministro detentore di una buona parte (per non dire la maggiore) dell’informazione in Italia, è perché ormai siamo abituati ad avere la coscienza fuori di noi. E badate: non è un problema di governo, o di giudizio sull’operato di Prodi, Bondi, Bersani, ecc.ecc. il problema è NOSTRO.

Faccio parte di una comunità, accidenti, e non posso/voglio/devo prevaricare! La classe politica è una casta? No, è semplicemente il risultato di come gli italiani vedono chi comanda: altro dalla “cittadinanza”, e per questo odiati in quanto si possono permettere quello che ognuno di noi vorrebbe fare. Cominciamo noi…




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Motivi: 1

diario 31/7/2008

Alitalia è una gloriosa compagnia aerea, è la compagnia di bandiera italiana, è stato l'orgoglio di questa nazione di emigranti (anche noi italiani lo siamo e lo siamo stati, su un sito credo di ellis island c'è l'archivio on line di tutti gli emigranti italiani del primo novecento, tra questi figura anche il mio bisnonno). Ebbene: la mancanza di orgoglio l'ha fatta diventare quello che è adesso: nessuna parte sociale (sindacati, governo, management) ha mai pensato o vissuto, o anche solo partecipato, all'emozione dell'emigrante di little italy (è solo un esempio) che dal JFK prende un aereo coni colori della sua patria per ritornare, e si sente a casa sua già in aereo, ed è felice per questo, ed applaude tutto: la partenza, l'atterraggio, anche le hostess, potendo. O dell'orgolio di chi presenta il prodotto italiano nel mondo anche viaggiando su un aereo Alitalia, ex colosso nei cargo, ex colosso nei servizi, ex operatore di eccellenza. Tutto questo rovinato da una campagna elettorale scellerata, da difese di privilegi vetusti, da logiche manageriali stile "prendi i soldi e scappa" e da interessi politici di bassa lega (il post di Stella e Rizzo sul corriere circa Alitalia è la conferma di quello che già sapevo per altre vie). Nessuno ha mai risposto di niente (ma magari si è battuto il petto in chiesa, o riflettendoci durante il pranzo di natale). Tanto poi mi pento, e l'auto assoluzione comporta anche una non assunzione di responsabilità.


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Esordio

diario 29/7/2008

E va bene, finalmente anche io qui dentro. Cosa vuole essere tpmp? Una riflessione su quanto sia ancora opportuno investire la propria vita in una nazione tristemente in declino come l'Italia. Amo questo paese, ed amo teneramente tutti i ricordi che in quarant'anni di vita ho accumulato qua. Ma se, ad un primo importante bilancio della mia vita, vedo un futuro migliore per la mia famiglia e me fuori di qui nonostante gli sforzi lavorativi ed anche personali per migliorare la situazione, beh, allora discuterne potrebbe essere un'idea. Dico discuterne tra "pari", ossia tra gente con gli stessi miei timori e le stesse mie speranze.
Perchè via dall'Italia? perchè questo è un paese dove manca il senso civico, nella sua accezione più alta, ossia il sentirsi "cittadino" prima di tutto. L'italiano è sempre "altro e speciale": cattolico, imprenditore, tifoso, ma mai parte integrante di una comunità. L'esperienza avuta fin qui conferma tutto questo che ho detto.
tpmp: acronimo (tanto poi mi pento) per indicare quella che per me è la peggior qualità mostrata da noi al mondo.
A presto

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